Interni che durano più di una generazione

Ferretti & Figli progetta ambienti residenziali e commerciali a Milano dal 1962. Tre generazioni di architetti, un metodo fatto di ascolto, materiali scelti a mano e direzione lavori sul campo.

Scopri il nostro metodo
Dal 1962, una storia di progetto e materiali

Dal 1962, una storia di progetto e materiali

Tutto è cominciato con Aldo Ferretti, geometra di formazione e architetto per vocazione, che nel 1962 apriva uno studio di tre stanze in via Melchiorre Gioia, a Milano. Aldo non disegnava solo piante: sceglieva personalmente ogni campione di marmo, ogni corrimano in ottone, ogni tessuto per le tende. Quella cura per il materiale fisico è rimasta nel DNA dello studio anche quando suo figlio Marco ha preso in mano la direzione progettuale negli anni Novanta, e poi ancora quando la nipote Giulia, architetta con un master al Politecnico di Milano e un anno di pratica a Rotterdam, è entrata nel 2009.

Oggi Ferretti & Figli è uno studio di dodici persone. Lavoriamo su appartamenti privati, ville, uffici direzionali, ristoranti e piccoli hotel. Il filo comune non è lo stile, ma il metodo: ogni progetto parte da una conversazione lunga, a volte scomoda, con il cliente, e finisce solo quando l'ultimo dettaglio è installato e verificato di persona.

Non abbiamo mai smesso di lavorare a Milano, ma negli ultimi quindici anni abbiamo portato lo stesso approccio a Zurigo, Londra, Dubai e Hong Kong. Le distanze cambiano la logistica, non il modo di fare le cose.

Residenziale: ogni stanza ha la sua logica

Un bilocale in zona Isola ha esigenze completamente diverse da un attico in Brera o da una villa con giardino a Monza. Prima ancora di aprire un software di modellazione, passiamo tempo a capire come il cliente abita davvero: dove beve il caffè la mattina, se lavora da casa, se ha figli piccoli che corrono o genitori anziani che vengono a pranzo la domenica. Da queste informazioni concrete nascono scelte concrete.

Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto su ristrutturazioni di appartamenti milanesi d'epoca, quelli con i soffitti a quattro metri, i pavimenti in graniglia originale degli anni Trenta e le finestre che si affacciano su cortili interni silenziosi. Recuperare questi elementi senza renderli un museo richiede una conoscenza tecnica precisa: sapere come si consolida un massetto vecchio, come si tratta il legno di recupero, come si integra un impianto di riscaldamento a pavimento in uno spazio storico senza demolire tutto.

Progettiamo anche abitazioni di nuova costruzione, in Italia e all'estero. Il metodo non cambia: il punto di partenza è sempre la vita reale di chi ci abiterà.

Portfolio: da Milano a Hong Kong

Portfolio: da Milano a Hong Kong

Commerciale e ricettivo: spazi che lavorano

Un ristorante deve essere bello, ma prima deve funzionare. Il percorso del cameriere dalla cucina al tavolo, la distanza tra le sedute, l'acustica quando la sala è piena: questi sono problemi di progetto prima ancora di essere problemi estetici. Quando nel 2019 abbiamo progettato gli interni del ristorante Caneva a Milano, in zona Navigli, abbiamo passato due giorni interi a osservare come lavorava il personale nel vecchio locale per capire cosa non andava e cosa invece valeva la pena conservare.

Lo stesso ragionamento si applica agli uffici. Uno spazio di lavoro progettato male stanca le persone, rallenta i processi, crea attriti invisibili. Abbiamo seguito la sede milanese di una società di consulenza svizzera nel 2021: il progetto ha riorganizzato completamente la distribuzione degli spazi, introdotto zone di lavoro flessibile e sale riunioni insonorizzate, mantenendo però un'identità visiva coerente con il brand del cliente.

Per gli hotel lavoriamo spesso a stretto contatto con i gestori operativi, non solo con i proprietari. Chi pulisce le camere ogni giorno sa cose che nessun brief scritto può raccontare.

I tre pilastri del metodo Ferretti

Ascolto del cliente

Il primo incontro dura almeno due ore. Non portiamo campionari né presentazioni

Moodboard e sviluppo materiali

Prima di produrre un disegno tecnico, costruiamo una moodboard fisica con campio

Direzione lavori

Seguiamo il cantiere in prima persona, con sopralluoghi settimanali e un project

La moodboard: dove il progetto prende forma

La moodboard non è una presentazione estetica: è uno strumento di lavoro. La costruiamo su un pannello fisico di ottanta per centoventi centimetri, incollando campioni reali dei materiali previsti, ritagli di colore in scala, fotografie di dettagli costruttivi simili a quelli che realizzeremo. Il cliente vede come la pietra calcarea beige di Vicenza dialoga con il metallo bronzato spazzolato del corrimano, e capisce immediatamente se quella combinazione è quello che aveva in testa o no.

Questa chiarezza prima del cantiere vale oro. Ogni modifica a progetto avviato costa in media tre volte di più della stessa modifica fatta nella fase di sviluppo materiali. La moodboard riduce i ripensamenti e accelera le decisioni, perché rende tangibile qualcosa che altrimenti resterebbe astratto fino all'ultimo.

Dopo l'approvazione, la moodboard diventa un documento contrattuale: accompagna il capitolato ed è il riferimento finale in caso di dubbi durante il cantiere. I fornitori la ricevono insieme ai disegni tecnici. Non lascia spazio a interpretazioni.

"Un interno ben progettato non grida, convince." -- Giulia Ferretti, arch.

Ricerca sui materiali: pietra, metallo, tessuto tecnico

Ogni anno, a gennaio, parte del team visita il Salone del Mobile e le fiere parallele di Tortona e del Fuorisalone. Ma la ricerca vera non avviene nelle fiere: avviene nei laboratori. Abbiamo un rapporto diretto con la cava Antolini di Verona per i marmi e le pietre naturali, con la Maffeini di Firenze per i tessuti tecnici ad alta resistenza all'usura, e con un piccolo laboratorio artigianale di Brescia specializzato in lavorazioni del metallo che ci produce corrimano, maniglie e dettagli custom da quando Marco Ferretti ha iniziato a collaborarci nel 1994.

Negli ultimi quattro anni abbiamo introdotto nei nostri progetti anche materiali di nuova generazione: pannelli compositi in fibra di basalto per pareti interne, intonaci a base di calce e polvere di marmo recuperato dalla lavorazione industriale, tessuti riciclati da reti da pesca per rivestimenti di sedute in contesti contract. Non li usiamo per tendenza, li usiamo quando reggono il confronto tecnico con i materiali tradizionali.

Teniamo un archivio fisico di campioni nel nostro studio di via Vigevano, a Milano. I clienti possono visitarlo su appuntamento durante la fase di sviluppo del progetto. Toccare i materiali prima di sceglierli fa una differenza che nessuna scheda tecnica riesce a trasmettere.

Il team: architetti, designer, project manager

Giulia Ferretti guida la direzione creativa e segue personalmente i progetti residenziali di maggiore complessità. Al suo fianco lavora Lorenzo Cattaneo, architetto con una specializzazione in acustica applicata agli spazi interni, che gestisce la maggior parte dei progetti ricettivi e commerciali. Sara Pini, interior designer con otto anni di esperienza nel contract di fascia alta, coordina lo sviluppo delle moodboard e i rapporti con i fornitori di materiali.

Sul fronte gestionale, due project manager dedicati, Andrea Rossi e Chiara Vismara, seguono il coordinamento dei cantieri e i rapporti con imprese e artigiani. Andrea si occupa principalmente dei progetti in Italia, Chiara gestisce le commesse internazionali, dove la differenza di fuso orario e le normative locali richiedono un presidio costante.

Completano il team tre architetti junior, un tecnico BIM interno e una segreteria di progetto. Siamo dodici persone in totale. Abbastanza grandi da gestire più commesse contemporaneamente, abbastanza piccoli da conoscere ogni progetto in dettaglio.

Sulla stampa: i nostri progetti nelle riviste di settore

Sulla stampa: i nostri progetti nelle riviste di settore

Parliamo del vostro progetto

Parliamo del vostro progetto

Se avete un progetto in testa, anche solo abbozzato, vale la pena parlarne. Il primo colloquio dura circa un'ora, non costa nulla e serve a capire se c'è la base per lavorare insieme. Non chiediamo brief elaborati in anticipo: preferite arrivare con qualche fotografia di spazi che vi piacciono e qualche idea su come usate o come volete usare gli ambienti.

Riceverete una risposta entro due giorni lavorativi. I dettagli per contattarci sono in fondo alla pagina.

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