Il caffè nasce dal fuoco, non dalla fretta
Dal 1991 tostiamo a Napoli con un tamburo a legna e le mani di chi sa aspettare. Ferrante & Figli: tre generazioni, un solo mestiere.

Trentacinque anni di fuoco lento
Salvatore Ferrante aprì la torrefazione nel 1991 in un vicolo del centro storico di Napoli, con un tostatore ereditato dal padre e la certezza che il caffè buono non si improvvisa. Niente automazioni, niente scorciatoie: ogni lotto veniva tostato a occhio, a naso, a orecchio, ascoltando il crepitio dei chicchi nel tamburo.
Oggi Ciro e Maria, i figli di Salvatore, gestiscono la bottega insieme a lui. Il passaggio non è stato una cerimonia: è successo gradualmente, un mattino dopo l'altro, imparando a riconoscere l'odore del momento giusto per aprire il tamburo. La filosofia non è cambiata in trentacinque anni e non intendiamo cambiarla adesso.
Lavoriamo piccoli lotti, non superiori ai venti chili, perché oltre quella soglia il controllo manuale diventa impossibile. Lentezza non è inefficienza: è la condizione necessaria per fare un caffè che vale davvero la tazza.
Dal verde al tostato: la selezione dei chicchi
Prima ancora di accendere il tostatore, Ciro passa almeno mezz'ora sui sacchi di juta appena arrivati. Li apre, ci infila le mani, annusa. Il caffè crudo ha già un profumo suo: erbaceo, terroso, a volte con una punta di frutta secca. Quel profumo dice già molto su quello che diventerà.
Lavoriamo principalmente con origini etiopi, brasiliane e indo-celanesi. L'Etiopia ci dà fioriture floreali e agrumati che nessun'altra origine riesce a replicare. Il Brasile porta il corpo rotondo e la dolcezza di nocciola che tiene insieme le miscele. Le Robusta dell'India meridionale, quando sono pulite, danno la crema densa che a Napoli ci aspettiamo sempre nel bicchiere.
Il controllo visivo è sistematico: chicchi spezzati, difettosi o di colore anomalo vengono rimossi a mano prima della tostatura. Non è romanticismo, è pratica. Un chicco difettoso in un lotto piccolo si sente nel risultato finale.
Tostatura lenta a tamburo
Ogni lotto resta nel tamburo tra sedici e ventidue minuti, a temperature graduali che sviluppano gli aromi senza bruciare la superficie del chicco.
Raffreddamento ad aria
Appena il caffè esce dal tamburo, viene raffreddato con flusso d'aria forzata, non con acqua, per preservare intatti gli oli aromatici appena formati.
Riposo prima del confezionamento
Il caffè tostato riposa almeno quarantotto ore in ambiente controllato, così i gas di degassazione escono prima che la busta venga chiusa.
Il tostatore a tamburo del 1973
La macchina al centro della nostra produzione è una Petroncini costruita a Bologna nel 1973. La comprò il nonno di Salvatore, Gennaro, che la usò per vent'anni nella sua piccola bottega prima di passarla al figlio. Quando Salvatore aprì nel 1991, era già una signora anziana.
Nel 2004, dopo un'ispezione che rivelò l'usura delle tenute e del bruciatore, decidemmo di affidarla a un meccanico specializzato in macchine industriali vintage. Il restauro durò tre mesi, costò più di quanto avessimo preventivato, e ne valse ogni centesimo. Oggi quella macchina macina turni di sei ore al giorno, tre giorni a settimana, con una regolarità che le elettroniche moderne faticano a eguagliare.
Il tamburo in ghisa accumula e distribuisce il calore in modo diverso dall'acciaio: più lento a scaldarsi, più stabile una volta a regime. È quella stabilità termica a fare la differenza nel profilo di tostatura, e nessun software la simula davvero.

Le miscele di casa Ferrante
Negli anni abbiamo formulato e riformulato decine di blend. Tre sono sopravvissuti al tempo e sono diventati la nostra identità.
La Miscela Tradizionale è un 70% Robusta e 30% Arabica, tostatura media-scura. È la ricetta di Salvatore, pensata per l'espresso napoletano classico: crema fitta, amarezza pulita, retrogusto di cacao. Non è una miscela per tutti i palati, ma i suoi estimatori non la cambiano con niente.
La Miscela Giornaliera inverte le proporzioni: 60% Arabica brasiliana e colombiana, 40% Robusta indiana. Tostatura media, adatta sia all'espresso sia alla moka. È quella che vendiamo di più ai privati, perché è versatile e stanca poco anche dopo la quarta tazza.
La Miscela Delicata è quasi interamente Arabica, con una piccola quota di Robusta coltivata a quota alta in Vietnam. Tostatura chiara, note di frutta e fiori, corpo leggero. La proponiamo da circa otto anni, nata su richiesta di alcuni ristoranti che cercavano un fine pasto più gentile.
Il caffè monorigine: quando un solo paese basta
Da una decina d'anni affianchiamo alle miscele una selezione di monorigini stagionali. Non è una moda: è la risposta a una domanda precisa che ci facevano certi clienti, quelli curiosi, che volevano capire da dove viene quello che bevono.
Ogni monorigine che proponiamo ha una tracciabilità diretta: conosciamo il nome dell'esportatore, la regione di produzione, spesso l'altitudine delle piantagioni. Con un piccolo fornitore etiope della regione di Gedeo lavoriamo da sei anni ormai, e ogni stagione ci manda un campione prima di spedire il lotto, così possiamo valutare eventuali variazioni di profilo dovute all'andamento climatico.
Le origini cambiano di stagione in stagione a seconda della disponibilità e della qualità del raccolto. Quando una partita finisce, finisce: non facciamo scorte artificiali per tenere un'etichetta in catalogo. Questo vuol dire che vale la pena passare spesso in bottega per vedere cosa c'è di nuovo.
Grani interi
Disponibili in buste da 250 g e da 1 kg, ideali per chi macina al momento con la propria attrezzatura a casa o al bar.
Macinato per moka
Grana media, calibrata per le macchine moka da 3 e 6 tazze, confezionato lo stesso giorno della tostatura per garantire la massima freschezza.
Macinato per espresso
Grana fine, adatta a macchine professionali e semiautomatiche, disponibile su richiesta specifica per bar e ristoranti con ritiro diretto in sede.
La colazione al banco: espresso e sfogliatella
Ogni mattina, prima di aprire i sacchi e accendere il tostatore, c'è il bancone. Un banco piccolo, quattro sgabelli, la macchina espresso che scalda dall'alba. Serviamo un solo caffè: l'espresso estratto dalla Miscela Tradizionale, macinato al momento, con la crema densa che a Napoli è una questione di rispetto.
Accanto all'espresso, pasticceria napoletana classica. La sfogliatella riccia viene dal forno a duecento metri da noi, arriva ancora calda intorno alle sette e mezza. I giorni migliori sono quelli in cui i due profumi si mescolano appena dentro la porta: pasta di mandorle e caffè tostato, e fuori il rumore della città che si sveglia.
Non è un bar nel senso moderno del termine. Non c'è musica, non ci sono tavolini all'esterno, non facciamo bevande fredde elaborate. Ma se volete la colazione più onesta del quartiere, sapete dove trovare noi.
Dove siamo e come raggiungerci
La torrefazione Ferrante & Figli si trova nel quartiere dei Decumani, l'asse storico del centro antico di Napoli. È una zona pedonale o a traffico molto limitato: il modo più comodo per raggiungerci è a piedi dalla metropolitana di piazza Dante o di piazza Municipio, oppure con i bus che percorrono via Toledo e le strade parallele.
Per chi arriva da fuori città, il centro storico è facilmente raggiungibile dalla stazione di Napoli Centrale con la metropolitana linea 1. Parcheggi disponibili nei garage del Plebiscito o di via Imbriani, a circa dieci minuti a piedi dalla bottega.
Per ordini all'ingrosso, forniture regolari a locali e ristoranti, o per prenotare una visita al laboratorio durante una sessione di tostatura, chiamateci direttamente. I recapiti si trovano in fondo a questa pagina. Vi risponde sempre qualcuno della famiglia.
Vieni a odorare il caffè appena tostato
La bottega di Ferrante & Figli si trova nel quartiere dei Decumani, nel cuore antico di Napoli. Quando il tostatore è in funzione, il profumo si…