Chi siamo: Ferrante & Figli, torrefazione artigianale dal 1991
Come tutto è cominciato
Salvatore Ferrante aprì la sua prima torrefazione nel 1991, in un locale di circa quaranta metri quadri nel cuore dei Decumani, a due passi dal Decumano Maggiore. Aveva trentadue anni, un piccolo tamburo a gas comprato di seconda mano e una testa piena di idee su come il caffè dovesse sapere. Nessun socio, nessun finanziamento esterno: solo i risparmi di qualche anno di lavoro come operaio in un'altra torrefazione cittadina, dove aveva imparato a leggere il colore del chicco e a sentire, con il naso, il momento esatto in cui interrompere la tostatura.
I primi anni non furono semplici. I bar del quartiere avevano già i loro fornitori storici, e convincere un barista napoletano a cambiare miscela è un'impresa che richiede pazienza e un caffè davvero migliore. Salvatore portava campioni, tornava la settimana dopo, spiegava da dove venivano i chicchi e perché la temperatura di uscita dal tamburo incideva sull'acidità in tazza. Piano piano, qualcuno gli diede fiducia. Nel 1997 la torrefazione aveva già una ventina di clienti fissi tra bar, ristoranti e privati, e Salvatore assunse il primo dipendente.
I figli e la continuità del mestiere
Ciro, il maggiore, cominciò ad affiancare il padre durante le vacanze estive quando aveva quattordici anni. All'inizio puliva i sacchi, pesava il verde, teneva il registro dei lotti. Col tempo imparò a gestire il tamburo da solo, prima sotto lo sguardo attento di Salvatore, poi con la sua personale sensibilità per le origini centroamericane, che preferisce tostate un grado più chiaro per conservare le note fruttate. Oggi Ciro si occupa della produzione quotidiana e della selezione dei caffè monorigine che affianchiamo alle miscele classiche.
Maria è arrivata al mestiere per un percorso diverso. Dopo la laurea in Economia a Federico II, ha trascorso due anni a lavorare per un importatore di materie prime a Milano prima di tornare a Napoli nel 2008 e capire che il posto dove voleva stare era quello laboratorio di quaranta metri quadri, nel frattempo cresciuto fino a occupare l'intero pianterreno dello stesso edificio. È lei che gestisce i rapporti con i fornitori alle origini, coordina gli ordini dei clienti e, quando serve, si mette dietro al torrefatto a lavorare fianco a fianco con il fratello. La sua esperienza nei mercati internazionali ha portato nuovi contatti diretti in Etiopia e in Colombia, riducendo gli intermediari e migliorando la qualità del verde che entra in laboratorio.
Il laboratorio oggi
Trenta e cinque anni dopo quella prima accensione del 1991, la torrefazione Ferrante & Figli occupa lo stesso stabile dei Decumani, ampliato nel 2003 e ristrutturato di nuovo nel 2019. Abbiamo due tamburi in funzione: il vecchio da dodici chili, restaurato e ancora perfettamente efficiente, e un secondo da trenta chili acquistato quando il volume degli ordini lo ha reso necessario. Tutto il caffè passa attraverso una cernita manuale prima dell'imbustamento: un passaggio lento, costoso in termini di tempo, ma che elimina i difetti che una macchina non sempre vede.
Salvatore viene ancora in laboratorio quasi ogni mattina. Non tosta più, dice che le mani di Ciro ormai sanno cose che le sue hanno dimenticato, ma assaggia ogni lotto e dà il suo parere con la stessa franchezza di quando era lui a prendere tutte le decisioni. È una presenza che tiene unita la squadra e ricorda a tutti e due i figli da dove viene il nome che portano sulla confezione.
Cosa ci guida
Non abbiamo una filosofia scritta appesa al muro. Lavoriamo con fornitori che conosciamo di persona, tostiamo in piccoli lotti per garantire freschezza, e preferiamo perdere una commessa piuttosto che consegnare un caffè che non ci convince. A Napoli il caffè è una cosa seria, e noi lo sappiamo meglio di chiunque altro: ogni mattina i nostri clienti servono la prima tazza della giornata a persone che si aspettano esattamente quello che abbiamo promesso loro. Quella responsabilità non è cambiata dal 1991 e non cambierà.
Se volete conoscere le nostre miscele, visitare il laboratorio o semplicemente fare due chiacchiere sul caffè, passate a trovarci nei Decumani oppure chiamateci: siamo qui.