Il Team
Sessant'anni di cantiere, non di teoria
Ferretti & Figli nasce nel 1962 quando Aldo Ferretti apre il suo primo studio in un appartamento al secondo piano di via Savona, a Milano. Aveva trentadue anni, un tecnigrafo, una macchina da calcolo e una convinzione precisa: che l'architettura si impara misurando i muri, non guardando le fotografie sui libri. Da allora lo studio ha attraversato cinquant'anni di trasformazioni urbane milanesi, dalle ristrutturazioni del dopoguerra ai loft di Tortona, fino ai progetti residenziali e commerciali che oggi occupano il nostro portafoglio.
Oggi il team è composto da undici persone tra architetti, interior designer e coordinatori tecnici. Non siamo un grande studio, e non vogliamo diventarlo. La dimensione attuale ci permette di seguire ogni progetto dall'incontro iniziale con il cliente fino al collaudo finale, senza delegare le decisioni critiche a collaboratori che non conoscono la storia di quel cantiere.
Marco Ferretti, Direttore di Progetto
Marco è il figlio di Aldo, è entrato nello studio nel 1991 dopo la laurea al Politecnico di Milano e una permanenza di due anni a Barcellona presso lo studio Coderch & Associats. Ha portato con sé un metodo di lavoro diverso da quello del padre: meno disegno a mano libera, più attenzione alla stratigrafia dei materiali e al comportamento termico delle pareti. È sua la decisione, presa nel 2004, di adottare il calcestruzzo a vista come elemento principale nei progetti di interior per spazi commerciali, una scelta che all'epoca fu discussa dai clienti e che oggi viene richiesta esplicitamente.
Marco coordina la fase di concept e mantiene il contatto diretto con i committenti più complessi. Ha una particolare competenza nei recuperi di edifici storici lombardi, avendo lavorato su cascinali del Lodigiano e su palazzi ottocenteschi nel centro di Pavia.
Giulia Ranieri, Interior Design e Materiali
Giulia è entrata in studio nel 2009 con un background ibrido: laurea in architettura degli interni allo IUAV di Venezia e tre anni trascorsi in una falegnameria artigianale a Cantù, dove ha imparato a distinguere un rovere stagionato ventiquattro mesi da uno stagionato dodici e a capire cosa succede al legno quando si cambia l'umidità relativa di un ambiente. Questa doppia formazione si vede nel suo lavoro: ogni sua proposta parte dalla selezione del materiale grezzo, non dal rendering.
È responsabile di tutte le forniture di superfici, dalla pietra di Vicenza per i pavimenti alle lastre di corten per le facciate interne. Gestisce i rapporti con una quindicina di fornitori italiani con cui lo studio lavora da anni, il che significa tempi di consegna realistici e nessuna sorpresa sui lotti.
Il Gruppo Tecnico
Luca Amendola e Sara Vimercati gestiscono la produzione esecutiva. Luca è in studio dal 2013 e si occupa principalmente di rilievi e tavole strutturali; Sara, arrivata nel 2017 da uno studio di ingegneria di Monza, segue le pratiche edilizie e i rapporti con le commissioni paesaggistiche della Città Metropolitana di Milano. Insieme hanno portato avanti tredici pratiche di variante nel solo 2023, il che richiede una conoscenza molto aggiornata dei regolamenti comunali e una certa resistenza alla burocrazia.
Completano il gruppo tecnico due architetti junior, Beatrice Colombo e Yosef Mansour, che seguono i cantieri settimanalmente, verificano le tolleranze di posa e riferiscono direttamente a Marco o a Giulia a seconda della natura del problema. Yosef ha una specializzazione in acustica applicata agli interni, conseguita a Torino nel 2020, che risulta particolarmente utile nei progetti per uffici open space e sale conferenze.
Come lavoriamo insieme
Ogni progetto ha un unico referente interno che rimane lo stesso dall'inizio alla fine. Non cambiamo interlocutore a metà percorso. La prima fase, quella di analisi e rilievo, dura in media tre settimane per un appartamento di medie dimensioni e può arrivare a due mesi per un edificio con vincoli storici. Solo dopo quella fase produciamo un concept scritto, non un moodboard. Preferiamo un testo che spieghi le scelte costruttive a una serie di immagini di ispirazione prese da riviste straniere.
Il passaggio tra progetto esecutivo e cantiere è il momento in cui si perdono più informazioni, e lo sappiamo. Per questo motivo abbiamo introdotto nel 2018 un sistema di verbali settimanali condivisi con impresa e cliente, con fotografie georeferenziate delle lavorazioni. Non è uno strumento originale, ma applicarlo con costanza fa la differenza.
Sessant'anni sono un punto di partenza
Nel 2022 abbiamo festeggiato il sessantesimo anniversario dello studio con una piccola mostra negli spazi di via Savona, dove tutto era cominciato. Abbiamo esposto i disegni originali di Aldo, i plastici in cartone degli anni Settanta e i modelli digitali dei progetti recenti. La distanza tecnica tra quelle rappresentazioni è enorme. L'intenzione dietro di esse, molto meno.